Gli eroi di Football Manager #18: Matteo Passerini, “una striscia”

Ritorna la nostra rubrica “Gli Eroi di Football Manager“. C’eravamo lasciati con l’ intervista a Tonton Zola Moukoko, indimenticato wonderkids del Derby County in Championship Manager 2001/02. Dedichiamo il diciottesimo...

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Ritorna la nostra rubrica “Gli Eroi di Football Manager“. C’eravamo lasciati con l’ intervista a Tonton Zola Moukoko, indimenticato wonderkids del Derby County in Championship Manager 2001/02.

Dedichiamo il diciottesimo appuntamento ad uno degli addetti ai lavori più apprezzati sulla scena italiana, le cui tattiche e guide sono entrate nelle carriere di tutti noi manager italiani.

Il protagonista di questo 18esimo episodio della nostra rubrica “Gli eroi di Football Manager” è Matteo Passerini, che forse conoscerete con il nickname “una striscia“.

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Ciao Matteo, grazie per essere qui con noi di Gamereligion.it

Ciao a tutti i lettori di GameReligion.

Prima domanda, raccontaci un po’ di te. Chi è Matteo Passerini?

Sono un ragazzo di 36 anni di Perugia, ma nel mondo di Football Manager sono conosciuto con lo pseudonimo di “una striscia”. Sono da sempre stato un appassionato di calcio a tutti i livelli e mi sono sempre soffermato in questo sport sotto il punto di vista del lavoro quotidiano, lo sviluppo di tattiche ed allenamenti e questo lato ho cercato di riproporlo anche nel gioco con i miei lavori che ho sempre condiviso più che volentieri con altri appassionati come me.

Hai introdotto Football Manager, raccontaci il tuo primo approccio con FM. È stato il tuo primo manageriale?

A dire la verità no, ho cominciato con il celeberrimo PC calcio. Ricordo ancora che uscì in edicola e lo comprai una volta uscito da scuola, ero davvero molto giovane. La mia prima squadra presa, non chiedermi perché, è stata il Cesena, che nulla ha a che vedere con la mia squadra preferita, ovvero quella della mia città. Sempre in quel periodo c’era anche Sensible Soccer, che non era un vero e proprio manageriale in quanto le partite venivano anche giocate se si voleva, non solo simulate. Ricordo ancora che avevo la versione tedesca con i fogli delle traduzioni dei rispettivi menu a tendina e il giocatore che portavo sempre con me era Alan Shearer, un pupillo.

Il tuo primo FM invece?

La versione 97 se non erro. Lì la mia prima squadra presa fu l’Atalanta (anche qui senza alcun motivo apparente) e ricordo sviluppai un 5-3-2 puro costruito talmente male, ma talmente male, che per vincere ero diventato il maestro del ricaricare le partite fino a che non arrivava la vittoria. Poi, con il tempo, ho capito come funzionava il motore di gioco ed ho cominciato a migliorare.

Sei entrato nelle partite di migliaia di italiani con le tue tattiche, ma pochi sanno che dietro la striscia ci sei tu. Come è nato questo Nick e parlaci del lavoro come “una striscia“.

Il nick è nato come goliardata tra amici quando ero giovane, ma non ha nulla a che vedere con le sostanze stupefacenti come potrebbe sembrare 😝

Mi ero iscritto a FM.it perché mi sembrava una community molto completa, poi iniziai ad essere attivo e da utente medio iniziai a domandarmi: ma cosa cerca un giocatore di Football Manager normalmente? Cerca di vincere!
Da lì ho cominciato a postare tattiche ed allenamenti, cioè, la cosa che più sarebbe servita per vincere e quello che veramente è sempre stata la mia passione nel calcio, cercando di spiegare sempre all’utente il perché avevo fatto quella scelta di impostazioni, perché avevo usato quel ruolo e così via.
Ho sempre creduto che una tattica messa lì senza una spiegazione non sarebbe servita a nessuno, sia per crescere che per capire le meccaniche di gioco, ho sempre cercato di spiegare cosa poteva andare e quali erano le impostazioni che il motore di gioco avrebbe letto come confliggenti. Questo per cercare di portare qualsiasi principiante a creare una semplice tattica funzionale e vincente, facendolo sentire un prodotto tutto suo anziché la solita tattica scaricabile da internet. Forse anche per questo le mie guide e i miei manuali hanno avuto molto credito nel web, ho sempre cercato di spiegare con semplicità il gioco e spero nel tempo di esserci riuscito, anche perché in fondo siamo tutti dei ragazzi legati da una passione comune.

Ti ispiri a qualche modello tattico specifico oppure ti adatti al materiale che hai a disposizione?

La mia idea di calcio parte sempre dalle due punte, ho da sempre avuto la convinzione che due attaccanti riescano a coprire meglio il campo e in questo modo riescono a risultare più efficaci. Detto questo, in Football Manager quando creo un modulo, soprattutto all’inizio, cerco di capire come risponde il motore di gioco alle varie impostazioni, per vedere dove attaccare e colpire.
Parto sempre da un 4-2-3-1 con mediano, centrocampista centrale, ala sulla linea del centrocampista centrale, attaccante esterno, trequartista. In questo modo capisco i vari movimenti e da lì modifico le impostazioni. Capito questo, arrivano i moduli veri e propri. Cerco sempre di dare all’utente medio schemi di gioco semplici e molto facilmente adattabili a più giocatori possibile, in modo da creare una tattica universale. Ovviamente invece quando gioco online o in single player, la tattica è molto più complessa in quanto si adatta ai giocatori che ho a disposizione e cerca di esaltarne le caratteristiche.

Allenatore reale da cui prendi qualche spunto?

Sir Alex Ferguson, senza ombra di dubbio. Una leggenda. Il suo 4-4-2 mi ha ispirato molto.

Non solo giocatore e tattico, ma anche eroe della ricerca italiana, ovvero la RIO. Raccontaci del tuo ruolo e le motivazioni che ti hanno spinto ad esser parte della ricerca.

Si esatto, faccio anche parte della RIO, la ricerca italiana per il database ufficiale del gioco. Cominciai come caposquadra del Perugia Calcio, la mia squadra del cuore, sei anni fa e di conseguenza ho ricoperto anche il ruolo di caposerie della Lega Pro. Con il passaggio del Perugia Calcio in serie B, il mio ruolo è cambiato diventando responsabile della serie cadetta insieme ad altri ottimi ragazzi. Il cercare di perfezionare la squadra per la quale facevo il tifo è stato il motivo principale che mi ha spinto ad iscrivermi alla ricerca, poi grazie all’aiuto di Enrico Brancadori (una figura importante della RIO) che mi ha fatto da “mentore” e mi ha guidato passo passo, ora ho una visione a 360 gradi e capisco l’importanza del lavoro che viene svolto nella RIO per la perfetta realizzazione del gioco.

Detto che vivi FM con il Perugia, hai un giocatore “scoperto” da te da rivelarci?

Non solo uno, tanti. Ho avuto sotto mano Andrea Conti (avevo dato una Potential Ability di -8), Leonardo Spinazzola, Matteo Politano (-8 anche lui), Gianluca Mancini (-85). Tutta gente poi transitata in nazionale. Si, lo devo ammettere, li sento davvero un po’ miei.

Un giocatore invece della ricerca scorsa che voglio menzionare è Giangiacomo Magnani, che si sta ritagliando uno spazio importante a Sassuolo. Tutta gente “sconosciuta” transitata da Perugia in cui come scout ho intravisto un bel potenziale.

Un giocatore invece che ti ha “deluso”?

Sicuramente Vittorio Parigini, un altro talento passato da Perugia che non ha espresso completamente il suo potenziale. Ricordo che io mi tenni basso come PA e ne nacque una discussione molto costruttiva con gli altri ricercatori. Alla fine, dopo un po’ di anni, pare che Parigini ancora debba esprimere il potenziale che ha. Per quanto riguarda invece giocatori che ho sopravvaluto, sicuramente Zebli e Drolè. Il primo, venduto a peso d’oro in Belgio, ora è tornato in serie B senza troppe luci e clamori, Drolè sta facendo una onesta carriera in Turchia. A tutti e due avevo dato -8, ma ci sta, si può sbagliare qualche valutazione.

Secondo te, a che punto è l’evoluzione di FM? La nuova edizione ha riportato al centro la parte tattica e gli allenamenti.

Sono davvero molto soddisfatto, il realismo è stato ulteriormente approfondito e la possibilità di poter agire in maniera più ampia rispetto agli anni passati mi rende davvero felice. Le varianti tattiche aumentano, così come il realismo, la cosa che mi soddisfa di più è quella di impostare le ampiezze tra i reparti, cosa che permette di migliorare il pressing collettivo e di squadra. La parte degli allenamenti è davvero soddisfacente, sembra davvero di programmarli come succede nella realtà. Quando ho aperto quest’anno il gioco per la prima volta, la sensazione è stata di avere in mano un ottimo prodotto.

Generalmente, lavoro escluso, riesci a trovare il tempo per una carriera intensa su fm?

Molto difficile purtroppo, quando ero più giovane il tempo libero era parecchio e ne dedicavo parecchio a Football Manager. Ricordo nel 2013 riuscii a testare e pubblicare circa 70 tattiche, davvero tante. Al momento gioco molto poco, quasi nulla, anche se l’occhio credo che più o meno sia rimasto sempre lo stesso, anzi, spero.

Cosa rappresenta per te FM?

Domanda molto interessante, quanto bella.
Football Manager per me ha rappresentato un mondo, un passatempo dove rinchiudermi e vedere realizzata la mia idea di calcio, quasi come fossi un allenatore reale. Football Manager è stata anche amicizia, perché grazie a questo gioco ho conosciuto persone con la mia stessa passione con i quali ho condiviso e spero condividerò momenti felici. Con queste persone mi sono incontrato, siamo stati in vacanza, ci sentiamo quotidianamente.
Football Manager ha rappresentato una parte della mia vita, perché se penso al tempo che gli ho dedicato è come se avessi avuto una sorta di “amicizia”, io e il gioco, noi due insieme. O meglio, più che amicizia direi rivalità perché io dovevo battere lui e fino a che non lo avevo battuto, il gioco non lo chiudevo da sconfitto.
Football Manager è un mondo, e consiglio a chiunque di provarlo almeno una volta nella vita

Grazie a voi per tutto e per lo spazio che mi avete concesso, è stato un piacere

 

Gli eroi di Football Manager #18: Matteo Passerini, “una striscia” ultima modifica: 2019-05-17T11:17:47+00:00 da Matteo Milo
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