Gli eroi di Football Manager #10: Julius Aghahowa, la meraviglia della Nigeria

Dopo il bomber del Sub 15 in Bolivia, Federico Laurito, protagonista della scorsa puntata, siamo arrivati al decimo appuntamento della nostra rubrica “Gli eroi di Football Manager“. E’ stato...

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Dopo il bomber del Sub 15 in Bolivia, Federico Laurito, protagonista della scorsa puntata, siamo arrivati al decimo appuntamento della nostra rubrica “Gli eroi di Football Manager“.

E’ stato capocannoniere della Coppa delle Nazioni Africane nel 2002, ha segnato nel campionato del mondo 2002 contro la Svezia ed è famoso per le sue backflip, ovvero le capriole dopo ogni gol.

Ecco a voi, Julius Aghahowa, la meraviglia della Nigeria.


Buongiorno Julius, grazie per essere qui con noi di Gamereligion.it

Buongiorno Matteo, grazie a te.

Leggenda o realtà? Prima di diventare un calciatore, eri un poliziotto?

Prima di diventare un calciatore professionista, io ho giocato con la squadra della polizia, la Police Machines come giocatore dilettante, infatti è lì che sono stato scoperto.

Come sei arrivato allo Shakhtar Donetsk?

Dopo i campionati africani U19 del 1999, firmai un contratto con l’ Espérance, una squadra tunisina. In quell’anno, venne un agente da me e si offrì di portarmi allo Shakhtar, in Ucraina, dopo una sola stagione con l’Espérance.

Sei stato una delle icone dei primi anni 2000, accompagnandoci con le tue fantastiche capriole. Ci racconti qualcosa di quegli anni allo Shakhtar?

E’ stata un’esperienza fantastica entrare a far parte dello Shakhtar. La squadra, lo staff erano tutti li ad aiutarmi e non posso non ringraziare la figura più importante, il presidente Rinat Achmetov che mi ha aiutato sin dall’inizio ad integrarmi.

Segnai in tutte le mie prime 10 partite, considerando anche le difficoltà ambientali, infatti vidi la neve per la prima volta nella mia vita proprio lì, in Ucraina.

La mia esultanza dopo un gol, ha fatto innamorare i miei tifosi in maniera unica, infatti non volevano che cambiassi squadra, desideravano avermi a vita con la maglia dello Shakhtar.

 

Poi arriva il trasferimento al Wigan. Cosa è cambiato dentro di te?

Prima del 2007, ebbi l’opportunità di firmare con diverse squadre, ma non mi mi permisero di lasciare l’Ucraina.

Così, quando è arrivata la possibilità di andare al Wigan, l’ho colta al volo senza pensarci due volte perché intravidi l’opportunità di andarmene, anche senza sapere molto del posto e della squadra in cui stavo andando, senza pensare se la squadra fosse adatta al mio stile di gioco.

Quando arrivai,  c’era già molta pressione sulla squadra, in quanto erano reduci da 9 partite senza vittorie e stavano cercando un “miracolo”, quindi  materialmente non c’era tempo per abituarsi alla squadra, al paese etc.

Vivevo in un hotel dove facevo, tutti i giorni, avanti e indietro da Manchester a Wigan con un taxi, senza nessuna guida che potesse assistermi ed aiutarmi ad ambientarmi nel club. Le strutture non erano della stesso livello da cui provenivo ed anche la qualità dell’allenamento non era abbastanza per me, considerando che non c’era posto per sviluppare un allenamento personalizzato.

Capitolo Nazionale, tu hai partecipato al Campionato Mondiale del 2002 in Giappone & Korea. Cosa ti ricordi di quei momenti? Cosa significava per te giocatore un evento così importante difendendo ed indossando la maglia del tuo paese, la Nigeria.

Il Mondiale è l’evento più importante per chi ama il calcio ed io sono molto felice e mi sento soprattutto un privilegiato per aver avuto l’opportunità di rappresentare il mio Paese, la Nigeria, al Mondiale. Partecipare a questo evento e segnare mi ha reso veramente felice e soddisfatto. Alcuni grandi calciatori hanno partecipato al mondiale senza segnare, io ci sono riuscito.

Conosci Football Manager o Championship Manager?

Si, conosco il gioco, ma non ci ho mai giocato.

In Championship Manager 2000, eri potenzialmente uno degli attaccanti più forti. Noi italiani ti abbiamo nel cuore e ti consideriamo una vera e propria leggenda.

Grazie mille a tutti, apprezzo molto tutto questo.

Un attaccante nigeriano su cui punteresti?

Ci sono diversi attaccanti, Odion Ighalo sta facendo veramente bene in questo momento, lo seguirò al Mondiale

Invece, il tuo calciatore preferito?

Lionel Messi, senza dubbio.

Ti rivedi invece in qualche giovane invece?

Ogni calciatore ha il suo carattere, il suo stile, caratteristiche che lo rendono unico. Il mio era diverso, ero molto fisico, veloce, segnavo e calciavo con entrambi i piedi ed ho corso molti rischi durante le mie partite.

Quindi è e sarà molto difficile rivedermi e ritrovarmi in un altro calciatore con le mie stesse qualità.  Però potremmo vedere giocatori con alcune qualità in più o in meno rispetto alle mie, questo si.

Ti sei ritirato molto giovane? Come mai?

Ci sono molte ragioni che mi hanno portato a smettere con il calcio giocato. Come ben sai, gli attaccanti non giocano a lungo in genere, tranne che nel proprio paese ovviamente. Ho subito un intervento molto importante al ginocchio qualche anno fa e tutto questo mi ha portato alla decisione di smettere di giocare. Non volevo giocare in leghe minori.

Adesso, dopo il ritiro, cosa stai facendo?

Lavoro in proprio ed ho anche una scuola calcio con giocatori di diverse fasce di età, dai 13 ai 23 anni, la Oasis Football AcademyIn futuro, sicuramente, collaborerò con la federazione calcistica nigeriana.

Grazie Julius, è stato un vero onore per me poter parlare con te e ti ringrazio a nome di tutti i lettori di Gamereligion.it

Grazie a te Matteo, cercherò di seguire il vostro blog da adesso 🙂 Un saluto a tutti ed un abbraccio.

Ecco alcune screenshot di Julius Aghahowa su Championship Manager:

Gli eroi di Football Manager #10: Julius Aghahowa, la meraviglia della Nigeria ultima modifica: 2018-06-08T08:10:44+00:00 da Matteo Milo

Founder di Gamereligion.it
Studente presso l’Università del Salento, commerciale di giorno e gamer il tempo restante.
Ho collaborato con diverse testate web come nbapassion.com, BreakingSports.it e Calcio360.eu.
Addicted di Football Manager, ma non solo.
Grande appassionato di console, dai più vecchi Sega Megadrive alla più moderna PlayStation 4.

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